Nel DISTURBO DA STRESS POST TRAUMATICO la persona è stata testimone o ha vissuto uno o più eventi che riguardano la morte reale o temuta oppure una minaccia di danno alla integrità fisica propria o degli altri. La risposta è caratterizzata da intensa paura e impotenza. Gli eventi traumatici includono aggressione personale violenta durante i combattimenti militari,abusi sessuali,calamità naturali o provocate,gravi incidenti automobilistici. Il Disturbo comporta spesso ricordi ricorrenti e intrusivi del fatto traumatico associato anche ad incubi notturni. Il forte disagio psichico che è associato alla vicinanza o all'esposizione di fatti e situazioni che ricordano il trauma originario fa si che si instauri il meccanismo dell'evitamento con l'allontanamento da qualunque stimolo che possa ricordare anche simbolicamente il trauma originario. Un altro meccanismo di difesa è l'amnesia di alcuni episodi dell'evento traumatico con ripercussioni anche in altri ambiti come la riduzione della partecipazione ad attività che prima si consideravano piacevoli,distacco ed estraniamento dalle altre persone, la riduzione della capacità di provare emozioni (alessitimia). Si può istaurare un meccanismo dissociativo con una modificazione della coscienza e un allontanamento dalle emozioni associate all'evento traumatico. Il livello dell'Arousal ( allerta) è elevato. La diagnosi del disturbo viene fatta quando il quadro sintomatologico è presente per più di un mese e compromette la vita sociale e lavorativa.

DISTURBO DA STRESS ACUTO   

Ricorrono gli stessi criteri per ciò che concerne l'esposizione a fatti o situazioni che comportano la paura di morire o la minaccia di un danno alla propria integrità ma i sintomi devono esordire entro quattro settimane dall'evento traumatico e devono durare per un minimo di due giorni e per un massimo di di quattro settimane quindi sono sintomi tipici di un Disturbo che può in un secondo momento esordire in un Disturbo Da Stress Post Traumatico o risolversi in poco tempo. La psicoterapia ipnotica si è rivelata molto efficace nel trattamento del DPTS in quanto permette di accedere ai ricordi traumatici in una condizione di sicurezza psicofisiologica per poi arrivare ad una rielaborazione dell'evento traumatico in una cornice nuova e non più associato a stati emotivi dolorosi.                                                                                            

Rimuginazioni,CompulsioniRitualiPensieri intrusivi

Il DSM IV (Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali) definisce come caratteristiche del Disturbo Ossessivo Compulsivo ossessioni e compulsioni ricorrenti sufficientemente gravi da fare impiegare tempo (cioè richiedono più di un'ora al giorno) o da causare disagio marcato o menomazione significativa. In qualche momento nel decorso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le  compulsioni sono irragionevoli.Le ossessioni sono idee,pensieri,impulsi o immagini persistenti vissute come intrusive e inappropriate che causano ansia o disagio marcati.Le ossessioni più frequenti sono pensieri ripetitivi di contaminazione(per es.essere contaminati toccando qualcuno) dubbi ripetitivi ( es. chiedersi se si è lasciata la porta aperta o il gas aperto) o la necessità di avere le cose in un certo ordine, impulsi aggressivi o terrifici (per es. aggredire un figlio) e fantasie sessuali (per es.ricorrenti immagini pornografiche).L'individuo con ossessioni cerca di ignorare tali pensieri e talvolta li neutralizza con altre azioni che possono diventare compulsioni che sono comportamenti ripetitivi (per es. lavarsi le mani o riordinare) o azioni mentali (per es.ripetere mentalmente alcune sequenze di parole o numeri) il cui obiettivo è quello di ridurre l'ansia e non quello di dare gratificazione o piacere.Gli individui con ossessione di contaminazione per esempio nel tentativo di ridurre l'ansia o il disagio possono lavarsi le mani ripetutamente.Il Disturbo Ossessivo Compulsivo può essere complicato da Depressione. Eventi stressanti nella vita dell'individuo hanno un'influenza confermata nel peggioramento dei sintomi. La psicoterapia associata spesso ad un trattamento farmacologico può aiutare  a conquistare un maggiore controllo o addirittura portare ad una remissione dei sintomi quando viene compresa la loro funzione nella struttura intrapsichica globale.    

GIOCO D'AZZARDO (LUDOPATIA)  SHOPPING COMPULSIVO  DIPENDENZE TECNOLOGICHE

La Dipendenza patologica (Addiction) è una forma morbosa che determina una distorsione nell'uso di un oggetto,un comportamento o una sostanza,con la conseguenza che si istaura un meccanismo compulsivo e coatto che rende il soggetto schiavo del bisogno di ripetere senza controllo una determinata esperienza. Le Dipendenze possono essere quelle tradizionali (gioco d'azzardo, shopping compulsivo, dipendenza da sostanze) e quelle che oggi sono esponenzialmente aumentate con il progresso della tecnologia (dipendenza da internet e videogiochi). Tutte le dipendenze attivano alcuni meccanismi cerebrali che stimolano la gratificazione; in particolare viene incentivata la produzione di dopamina che è un neurotrasmettitore molto importante nella regolazione del rinforzo e della gratificazione indotte da stimoli fisiologici, da sostanze d'abuso e in generale da stimoli piacevoli.Oltre alla dopamina i neuroni cerebrali modulano il contemporaneo rilascio di altri neurotrasmettitori tra cui le endorfine chiamate anche "oppioidi endogeni" e l'acetilcolina. Il denominatore comune di tutte le dipendenze è la ricerca della gratificazione o di comportamenti che possano stimolare una maggiore efficienza e  l'evitamento del disagio o del dolore in tutte le sue varianti. Gli studi effettuati escludono che si possa parlare soltanto di una ricerca del piacere, si crea un'esperienza dissociativa transitoria che permette al soggetto di sottrarsi temporaneamente alla realtà quando questa è causa di tensioni e angosce che non possono essere elaborate con le risorse interne. E' importante sapere che non tutte le dipendenze portano a fenomeni di Addiction,esiste un continuum  che definisce alcuni comportamenti abituali ma non tali da diventare vere e proprie Dipendenze patologiche.

LUDOPATIA (GIOCO D'AZZARDO)  

Si possono individuare tre dimensioni quando parliamo di Gioco d'azzardo o ludopatia: La dimensione patologica, quella problematica e quella sociale. Il DSM IV definisce il gioco d'azzardo patologico(GAP) un "comportamento persistente, ricorrente e maladattivo tale da compromettere le attività personali,familiari e lavorative." Il gioco appartiene alla dimensione ludica dell'uomo,rappresenta uno svago,una piacevole evasione dai problemi quotidiani e come dice Eugene Fink rassomiglia ad un'oasi di gioia; giocando siamo liberati dall'ingranaggio della vita e seppure temporaneamente viviamo una realtà parallela dove la vita appare più leggera e più felice. Nella Ludopatia però viene a perdersi proprio la dimensione giocosa  perchè i giocatori patologici perdono il controllo e pur essendo consapevoli della catena di perdite a cui sono inevitabilmente sottoposti non riescono a sottrarsi all'impulso di giocare,distruggendo o danneggiando le loro relazioni familiari e lavorative. I giocatori problematici  sono quelli che pur non controllando pienamente il loro impulso a giocare non sono giunti ad una fase di totale dipendenza dal gioco ma ovviamente sono a rischio di diventare giocatori patologici. I giocatori non problematici appartengono alla categoria di quelli che giocano soltanto per divertirsi o per rilassarsi e sono in grado di smettere in qualunque momento. Esiste una correlazione tra gioco d'azzardo e altre problematiche psicologiche: Disturbi dell'Umore,Dipendenza da sostanze,Disturbi di personalità. Dagli studi effettuati si è visto che le donne tendono a giocare per fuggire da situazioni  spiacevoli (giocatori per fuga) mentre gli uomini per l'eccitazione provocata dal gioco.La febbre del gioco ha sempre come componente fondamentale il tentativo di estraniarsi dalla realtà e segnala il senso di impotenza che alcuni individui provano nella gestione dei propri vissuti. Il trattamento prevederà un rinforzo delle capacità assertive e dell'autostima, che porteranno nel tempo ad una maggiore consapevolezza delle proprie risorse,restituendo al gioco quella sua qualità essenziale di attività ludica e ricreativa capace di fornire una piacevole pausa dalle incombenze quotidiane.

SHOPPING COMPULSIVO

Lo Shopping compulsivo è caratterizzato dal perpetuarsi di un comportamento guidato da un potente e persistente impulso a comprare qualcosa non perchè se ne abbia davvero bisogno ma per soddisfare un desiderio forte e irresistibile. La perdita di controllo derivante dalla spinta ad acquistare più di quanto sia necessario o ci si possa permettere è spesso seguita da disillusione,depressione e senso di colpa. Le donne risultano essere la categoria più a rischio nel diventare shopping dipendenti. La comprensione della gravità del disagio avviene soltanto quando l'indebitamento è diventato difficile da fronteggiare o per il disagio psicologico che ne consegue. Il tratto che più degli altri sembra collegato allo shopping compulsivo è la propensione a fantasticare: la persona può immaginare che attraverso il nuovo acquisto possa diventare migliore, soprattutto più apprezzata e valorizzata rispetto agli altri. La fantasia di successo personale e approvazione associate ai nuovi acquisti permette di evitare sentimenti dolorosi di disagio psicologico, e inoltre l'esperienza dello shopping è di norma momentaneamente associata a sensazioni di eccitazione,di piacere e di rilassamento. Alla base dello shopping compulsivo così come in tutte le dipendenze si riscontra un sè fragile,un senso di disvalore che fa si che l'individuo cerchi all'esterno una soluzione che da solo non riesce a trovare. Nel trattamento psicologico da un lato si faranno emergere i bisogni emotivi sottostanti al comportamento compivo  e contemporaneamente si lavorerà per restituire al soggetto un maggiore senso di auto efficacia con il potenziamento delle risorse interiori.  

DIPENDENZE TECNOLOGICHE


Oggi la nostra società è sempre più tecnodipendente;quasi tutti usano le apparecchiature tecnologiche ed è chiaro che ciò ha creato una rottura e una discontinuità con l'evoluzione tecnica precedente.Le dipendenze da internet,in particolare,rappresentano un'area emergente.Il mondo virtuale per molti diventa la via d'accesso a mondi sensoriali appaganti e gratificanti che in alcuni casi diventano vere e proprie dipendenze quando,scoperte le potenzialità della rete si viene catturati in maniera totale fino a sacrificare le ore di sonno notturno e anche impegni e relazioni significative.Questi comportamenti possono avere durata transitoria e risolversi da soli e pertanto non assumere una valenza clinica. Nella cyberdipendenza si intravede la trasformazione della mente collettiva dove sempre di più ciò che conta è la rappresentazione della realtà e non la realtà  e questo accade perchè i mondi virtuali permettono l'accesso ad universi ricchi e vari dove la fantasia e l'immaginazione risultano più libere. I problemi  quotidiani ed eventuali disagi e frustrazioni della vita reale si annullano momentaneamente.                                                             

In Giappone è diventata una piaga sociale la sindrome di Hikikomori diffusa soprattutto tra gli adolescenti che si estraneano progressivamente dalla vita sociale e si autorecludono nella loro stanza immergendosi totalmente nelle realtà virtuali della rete. I ragazzi che rientrano nelle caratteristiche della sindrome di Hikikomori dormono di giorno  e sono svegli la notte,si ritirano dalla scuola e poi da ogni contatto sociale; nella realtà virtuale dei loro videogiochi e in generale nella rete non devono affrontare confronti diretti o giudizi          da  parte dei compagni, viene meno l'insicurezza che affligge molti adolescenti.Oggi la sindrome di Hikikomori si sta diffondendo anche fuori dal Giappone e anche in Italia sono tanti gli adolescenti che rientrano sempre di più nelle caratteristiche di queste nuove dipendenze. Le cause spesso sono da individuare nel senso di solitudine,nella scarsa attenzione ai loro problemi da parte delle figure significative troppo impegnate con le loro attività e che diventano consapevoli dei problemi dei figli quando l'evidenza delle conseguenze è lampante. Un intervento psicologico mirato può essere la strada più appropriata  per risolvere la dipendenza e l'uso indiscriminato della rete.

 

 

      

BORDERLINE  EVITANTE    NARCISISTICO    SCHIZOIDE  DIPENDENTE            

ISTERICO/ISTRIONICO    ANTISOCIALE

 

  DISTURBO BORDERLINE   

La diagnosi di Disturbo Borderline nella nomenclatura psichiatrica viene attribuita ad una categoria piuttosto vasta di soggetti e caratterizza quei disturbi che come dice la definizione Border line (sulla linea) si trovano al confine.I soggetti con  disturbo di personalità Borderline presentano una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali e dell'immagine di sè associata ad una affettività intensa e mutevole. Sono presenti tentativi esasperati di evitare reali o presunti abbandoni e per questo questi soggetti si consumano nel tentativo di stabilire relazioni esclusive con una sola persona dalla quale cercheranno di accertarsi di non essere mai abbandonati. Le emozioni sono spesso incontrollate,la manifestazione della rabbia è intensa e  spesso immotivata.Le relazioni per quanto vissute con intensità sono instabili accompagnate dal meccanismo dell'oscillazione tra l'idealizzazione e la svalutazione, nel senso che per loro è valido il principio del tutto o niente e pertanto le persone sono o tutte buone o tutte cattive;il soggetto con disturbo Borderline di personalità  percepisce le cose bianche o nere. L'identità è poco strutturata e frequenti i sentimenti  di vuoto accompagnati da tono dell'umore disforico e ricorrenti tentativi di suicidio.Possono essere presenti sintomi dissociativi e ideazione paranoide se sottoposti ad eventi stressanti.Una diagnosi differenziale è molto importante perchè spesso altri disturbi di personalità o disturbi affettivi vengono confusi con il disturbo Borderline.Gli obiettivi principali da raggiungere nel trattamento del disturbo di personalità Borderline sono il rafforzamento dell'io,la capacità di controllare meglio gli impulsi e la rabbia, così come la capacità di tollerare la separazione dalle persone significative senza cadere in sentimenti di angoscia devastanti.                     DISTURBO DI EVITAMENTO 

I soggetti che presentano il Disturbo di evitamento hanno paura dell'umiliazione e del rifiuto che si traduce nel ritiro e nella timidezza sociale;esporsi nelle situazioni sociali mette pericolosamente le proprie inadeguatezze alla vista di tutti e pertanto l'evitamento delle situazioni sociali o delle attività lavorative che presuppongono contatti significativi con gli altri è una difesa che limita i sentimenti di ansia che diventerebbero incontrollabili nelle esposizione a determinate situazioni. La vergogna è un'esperienza affettiva centrale nei soggetti che hanno un disturbo di evitamento; si possono vergognare di molti aspetti del loro sè che percepiscono debole e inadeguato nelle situazioni della vita.Il trattamento psicoterapico deve affrontare queste tematiche di fondo,l'intenso sentimento di vergogna e l'ansia correlata e può restituire a questi soggetti un adattamento più creativo e tranquillo alle situazioni sociali e maggiore capacità di contatto con gli altri.

DISTURBO NARCISISTICO   

Nell'accezione comune viene etichettata come narcisista la persona che appare molto sicura di sè con un'autostima evidente, e normalmente non ha una connotazione positiva.Avere dei tratti narcisistici può rientrare nella normalità delle differenze individuali mentre il narcisismo patologico presenta dei tratti peculiari.La persona con disturbo Narcisistico di personalità è concentrata su se stessa,ha bisogno di stare al centro dell'attenzione ed esalta in maniera grandiosa i suoi talenti o le sue qualità, ha la sensazione che tutto gli sia dovuto e per questo sfrutta gli altri per raggiungere i propri obiettivi. L'area affettiva e relazionale è anch'essa poco equilibrata perchè il dramma del narcisista è quella di non riuscire ad amare, non coinvolgendosi in relazioni intense e durature e inoltre manca di empatia non riuscendo a riconoscere e sentire i bisogni degli altri che spesso invidia.Nella letteratura specialistica esiste un altro tipo di Narcisista patologico che è molto diverso perchè tende ad evitare di trovarsi al centro dell'attenzione ed è spesso occupato nell'ascolto degli altri per riuscire ad evidenziare critiche nei suoi confronti, alle quali reagisce sempre male con sentimenti di vergogna e umiliazione.Sebbene queste due tipologie possano presentarsi in forma pura molti soggetti con disturbo narcisistico presentano caratteristiche fenomenologiche di entrambi i tipi.Il trattamento dovrebbe affrontare queste tematiche di fondo risalendo alla storia evolutiva del soggetto.L'alleanza terapeutica è difficile perchè i narcisisti non si affidano al terapeuta,spesso non sono consapevoli dei loro comportamenti problematici e vanno in terapia per altri problemi come la Depressione o difficoltà nel controllare gli impulsi.Il soggetto narcisista giovane alle volte va in trattamento perchè le sue relazioni sentimentali sono brevi e insoddisfacenti.

 

DISTURBO SCHIZOIDE
L'uso psicoanalitico del termine schizoide è collegato all'osservazione di scissioni tra la vita interiore e la vita osservabile. Le persone con tratti schizoidi appaiono distaccate con un fondamentale meccanismo di ritiro relazionale e apparente freddezza emotiva.La personalità schizoide è in genere altamente creativa e molti artisti avevano tratti tipici di questo tipo di personalità. E' in atto un conflitto tra il bisogno di vicinanza e la distanza che viene messa in atto. Guntrip ha coniato l'espressione "dentro e fuori programma" per descrivere la ricerca dei soggetti schizoidi di rapporti affettivi intensi seguita da una presa di distanza per salvare il senso di sè minacciato dall'intensità. Lo sviluppo di tratti schizoidi è la conseguenza di cure genitoriali inadeguate; il bambino molto sensibile viene frustrato e spesso rifiutato nelle sue richieste di vicinanza e amore,pertanto impara a non chiedere e crescerà cercando di coprire il suo senso di solitudine e di vuoto con la fantasia di autosufficienza;possono richiedere un trattamento perchè si sono allontanati troppo dalle relazioni significative e si sentono vuoti e deboli. La relazione terapeutica più che in altri disturbi di personalità assume una importanza fondamentale per disconfermare il vecchio copione di rifiuti e non accettazione del proprio sè autentico. 

 

DISTURBO DIPENDENTE
I soggetti con Disturbo Dipendente hanno un bisogno esagerato di essere accuditi dagli altri con annesso il bisogno di essere continuamente rassicurati e consigliati nell'intraprendere le decisioni quotidiane.Non si deve confondere il Disturbo Dipendente patologico con il bisogno più o meno comune e in ogni caso umano di essere approvati o sostenuti dagli altri. I soggetti che soffrono di dipendenza patologica sono insolitamente sottomessi,evitano di essere in disaccordo con gli altri per paura di perdere il loro affetto o la loro considerazione,temono infatti moltissimo l'abbandono.Non amano stare da soli e cercano sempre delle relazioni intime per evitare il grande disagio e la paura di non riuscire a farcela da soli.Spesso vanno in terapia perchè soffrono di ansia o di instabilità del tono dell'umore.

DISTURBO ISTERICO E ISTRIONICO

Il Disturbo isterico di personalità è caratterizzato da una ricerca di attenzione esagerata associata ad esibizionismo sessuale e bisogno di essere amati. E' presente una tendenza più o meno marcata all'impulsività e l'espressione delle emozioni è spesso mutevole e superficiale.L'apparenza fisica è importante per attirare l'attenzione degli altri. Il termine Isterico è usato non soltanto per descrivere un Disturbo di personalità ma anche per evidenziare una patologia prevalentemente femminile in cui sussistono evidenti sintomi di conversione somatica come paralisi o cecità senza una causa organica; tale disturbo nel DSM IV (Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali) è classificato come disturbo di conversione somatica. Le personalità isteriche hanno uno stile di pensiero impressionistico cioè generico e poco preciso. Nel Disturbo istrionico tutte le caratteristiche della personalità isterica sono più marcate,il funzionamento globale è pertanto caratterizzato da una grave labilità emotiva,impulsività esasperata , intolleranza marcata alla separazione dagli oggetti d'amore,incapacità di tollerare la frustrazione.I soggetti istrionici hanno inoltre una seduttività esasperata e una emotività incontrollata. I disturbi isterico e istrionico sono prevalentemente femminili ma non mancano nella letteratura casi appartenenti al sesso maschile.Il trattamento psicoterapico ha delle buone probabilità di successo se viene fatta una diagnosi adeguata e differenziale rispetto ad altri disturbi.

DISTURBO ANTISOCIALE

I pazienti antisociali sono stati definiti anche psicopatici e sociopatici,termini spesso associati all'incurabilità, ma se può essere vero che nel novero del Disturbo antisociale ci sono anche i criminali psicopatici molto difficili da curare,si possono includere in questa categoria soggetti che possono essere sottoposti ad un trattamento in determinate condizioni. Si può affermare che esiste un continuum che va dalla psicopatia grave a comportamenti antisociali che possono essere curati. I soggetti con Disturbo Antisociale non riescono a rispettare i diritti altrui,non si conformano alle norme sociali per ciò che concerne la legalità,sono irritabili e aggressivi e non provano rimorso quando hanno comportamenti lesivi verso gli altri che vengono spesso umiliati e maltrattati. L'età di insorgenza deve essere di almeno 18 anni.

 

Depressione Reattiva, Depressione maggiore, DisturboDistimicoDisturbo ciclotimicoDisturbo Bipolare.

La Depressione reattiva è caratterizzata da una flessione del tono dell'umore dopo episodi di stress,lutti recenti o cambiamenti nella vita del soggetto;annulla l'entusiasmo e il piacere di vivere ed è accompagnata da profonda tristezza,alterazione dei ritmi naturali del sonno,astenia,mancanza di appetito o eccessiva fame.

La diagnosi di Episodio Depressivo Maggiore si pone quando sussiste una marcata flessione del tono dell'umore accompagnata da una riduzione di piacere o interesse nelle normali attività che prima gratificavano;spesso non si riscontra una causa chiara che spieghi l'episodio depressivo. Sono presenti altri sintomi tra i quali insonnia o ipersonnia,mancanza di energia o faticabilità,mancanza di concentrazione,sentimenti di autosvalutazione e di colpa,ricorrenti pensieri di morte,perdita o aumento di peso.

Il Disturbo Distimico è caratterizzato da una cronica flessione del tono dell'umore che persiste da almeno due anni con almeno due dei seguenti sintomi:sentimenti di disperazione,astenia,bassa autostima,insonnia o ipersonnia,scarso o aumentato appetito,difficoltà di concentrazione.

Il Disturbo ciclotimico è un'alterazione cronica e fluttuante del tono dell'umore in cui si alternano periodi con episodi depressivi ad altri con sintomi ipomaniacali caratterizzati da un tono emotivo ipereccitato tali da creare una compromissione della vita sociale e lavorativa.

Il Disturbo Bipolare secondo il DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei Disturbi mentali) è caratterizzato da uno o più episodi maniacali ai quali si alternano episodi di Depressione Maggiore. Gli episodi maniacali sono caratterizzati da un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato,espansivo o irritabile della durata di almeno una settimana durante il quale devono essere presenti almeno tre dei seguenti sintomi: autostima ipertrofica o grandiosità,diminuito bisogno di sonno,maggiore loquacità del solito,fuga delle idee,distraibilità,coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose. Possono essere presenti deliri e altre manifestazioni psicotiche. L'alterazione del tono dell'umore è tale da causare una grave compromissione nella vita sociale e lavorativa.

L'esperienza depressiva rappresenta quanto di più doloroso una persona possa provare,si perde il  senso della propria vita,è un urlo di dolore non pronunciato che pietrifica ogni azione o movimento. Il depresso non riesce più a contattare se stesso e il mondo.Secondo la Psicoterapia della Gestalt alla base dell'esperienza depressiva c'è uno scacco nella relazione,un fallimento ripetuto nel tentativo di "raggiungere l'altro", ma è anche un fallimento del tentativo di raggiungere se stessi che spesso si accompagna ad una perdita del senso generale della propria vita. Il compito del terapeuta è ridare alla persona la speranza di potere ritrovare " le chiavi perdute della propria anima" ridare voce allo scacco silenzioso e distruttivo che rende ogni giornata un peso intollerabile.

 ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA   ANORESSIA NERVOSA   BULIMIA NERVOSA

 

  ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA 

I soggetti che mangiano senza misura  accumulano calorie in eccesso e notano normalmente un aumento  eccessivo del peso corporeo che nei casi più severi diventa obesità. Chi mangia  in maniera incontrollata compensa con il cibo un senso di frustrazione e di vuoto; ci si riempie di cibo per ottenere una gratificazione immediata ma il piacere momentaneo viene annullato quasi immediatamente dal successivo senso di colpa per avere trasgredito ancora una volta il proposito periodico che accompagna le diete e inizia sempre come un mantra: "questa volta devo farcela". Si è perduto l'orientamento,non si sa più cosa fare o essere per sentirsi  vivi, entusiasti o pieni dentro di un desiderio, una passione o un obiettivo da perseguire. I tradimenti, gli abbandoni sono come detonatori,innescano la spirale,si sente più che mai la spinta " a riempirsi" con il cibo per silenziare  momentaneamente il dolore che si prova. Ritrovare il proprio essere autentico,liberarsi da ruoli e responsabilità eccessive può aiutare a ridare voce alla parte più profonda di sè e dal cibo " consolazione" arrivare ad una sana riscoperta del proprio unico e personale modo di essere nel mondo.                             

  ANORESSIA NERVOSA

Caratteristica dell'Anoressia nervosa è una ricerca fanatica della magrezza e una fortissima paura di ingrassare anche quando si è sottopeso. E' presente un'alterazione nel modo di vedere la forma del corpo e una mancanza di consapevolezza della gravità delle condizioni di sottopeso associate comunemente anche ad una assenza dei cicli mestruali nelle donne . Il manuale statistico e diagnostico dei Disturbi Mentali ( DSM IV) distingue le condotte o episodi di anoressia a seconda se sono o meno accompagnate da condotte di eliminazione (vomito autoindotto) oppure abbuffate e successivamente vomito autoindotto. Le ricerche e gli studi effettuati hanno dimostrato che i pazienti anoressici hanno un disturbo nel concetto di sè associato ad un senso di impotenza. Nel trattamento dell'anoressia è importante coinvolgere la famiglia, spesso si tratta di pazienti molto giovani e con prevalenza del sesso femminile.                                                                           Obiettivo del trattamento psicologico è un approccio a due vie che consiste nel rafforzamento del sè autentico e contemporaneamente una progressiva consapevolezza della distorsione della percezione del vissuto corporeo che porta spesso il/la paziente a dimagrire in maniera eccessiva compromettendo nei casi più gravi la salute globale.

BULIMIA NERVOSA 

 Le persone che soffrono  di Bulimia Nervosa generalmente hanno un peso relativamente normale,ricorrono a frequenti abbuffate seguite da inappropriati comportamenti per evitare l'incremento di peso (per es.ricorso al vomito autoindotto o uso di purganti).Un'abbuffata o crisi bulimica è definita come l'ingestione di una quantità di cibo superiore a quella che individui normali assumerebbero in circostanze simili; la diagnosi si pone quando le abbuffate avvengono almeno due volte a settimana per un periodo di tre mesi. I confini tra Bulimia Nervosa e Anoressia non sono sempre netti poichè pazienti emaciati  che si abbuffano e poi ricorrono a purganti vengono classificati come anoressici sottogruppo bulimico. I soggetti che soffrono di Bulimia tendono a vergorgnarsi delle loro abitudini alimentari patologiche e cercano di nasconderle; le crisi Bulimiche avvengono solitamente in solitudine, l'episodio può essere più o meno programmato e l'ingestione di cibo spesso molto veloce. I comportamenti bulimici sono dominati da una perdita di controllo seguiti da comportamenti compensatori come il vomito autoindotto  perchè un aumento del peso non è accettabile , la forma e il peso corporeo condizionano la percezione del sè e il livello di autostima. Il trattamento clinico ha come obiettivo sia un controllo sintomatico sia l'inquadramento più globale nella struttura psichica del soggetto e del suo mondo relazionale. Un quadro clinico di Bulimia può essere osservato in pazienti con strutture caratteriali diverse e pertanto  è necessario un inquadramento e un trattamento individualizzato.

                                                                                                                   

Dolori diffusi, Disturbi gastrointestinali,Ipocondria Cefalea tensivaAlopecia da stress psico emotivo,   Tricotillomania

 

I disturbi psicosomatici rappresentano una modalità  simbolica di espressione di un disagio psichico;  l'origine etimologica del termine psicosomatico è greca; psiche in greco significa anima mentre soma è il corpo. Psiche e soma si influenzano reciprocamente; emozioni negative intense disagi interiori difficili da gestire e di cui spesso non si è neanche consapevoli possono fa si che venga effettuata una sorta di conversione:ciò che non può essere gestito a livello psichico viene agito nel corpo:cefalee tensive,dermatiti,insonnia,gastrite, colite,alopecia sono soltanto alcune delle possibili vie di espressione del  disagio. Caratteristica dei Disturbi Psicosomatici è la migratività del sintomo:capita alle volte che per esempio dolori diffusi nel corpo si trasformino in un problema gastrico e successivamente in parastesie, formicolii  e via di seguito. La psicoterapia associata alle tecniche ipnotiche si è rivelata una modalità di intervento vincente nella cura dei disturbi psicosomatici perchè si agisce sulla parte più profonda facendo riemergere le potenzialità e le risorse di ciascuno e contemporaneamente  si rafforza l'io,l'autostima e la consapevolezza delle proprie possibilità che aiuteranno a vedere nuove prospettive. IL disturbo viene disinnescato nel momento in cui si affronta e si risolve il disagio psichico che ne costituisce la causa.

 

DISTURBO DEL DESIDERIO   DISTURBO DELL'ECCITAZIONE  DISTURBO DELL'EREZIONEMASCHILE   EIACULAZIONE PRECOCE O RITARDATA    DISTURBO DELL'ORGASMO   DISPAURENIA (DOLORE DURANTE I RAPPORTI SESSUALI)    PARAFILIE  

 

La sessualità rappresenta uno dei possibili modi di fare esperienza di sè e del mondo,aiuta a conoscersi e a riconoscersi nell'esperienza con l'altro.Nelle relazioni sessuali ciascuno porta con sè la sua storia,fatta di convinzioni,emozioni,schemi di comportamento che condizionano il modo di vivere la sessualità anche in assenza di problematiche  cliniche.       I disturbi sessuali sono sempre di più considerati ad eziologia mista, organica e psichica.    IL legame e il confine tra la sfera cognitivo-emozionale e quella somatica è molto sottile poichè il corpo e la mente costituiscono un'unità complessa.Quando è esclusa una causa fisiologica come una disfunzione indotta da sostanze o da effetti collaterali in seguito all'assunzione di farmaci è molto importante riuscire a leggere il significato profondo del problema,inquadrarlo nella storia e nelle relazioni sociali del soggetto ed escludere eventuali altri disturbi psicologici che spesso influiscono sulla sessualità,creando disfunzioni.             Una anamnesi accurata aiuta il terapeuta ad effettuare una diagnosi differenziale e a decidere il trattamento più appropriato che può coinvolgere altri professionisti,prevedere differenti livelli di intervento e non può prescindere da una descrizione e spiegazione dei meccanismi fisiologici coinvolti.

                                       PARAFILIE

ESIBIZIONISMO E VOYEURISMO  SADISMO E MASOCHISMO  FROTTEURISMO  FETICISMO   PEDOFILIA

Il concetto di ciò che può essere considerato deviante nel comportamento sessuale si è modificato non soltanto nel costume sociale ma anche e contemporaneamente nella nosografia psichiatrica; quest'ultima infatti riflette la società che esprime.Le coppie "normali" nella società contemporanea hanno una varietà di comportamenti sessuali e anche il DSM IV (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi mentali) definendo Parafilie determinati disturbi sessuali e non "Perversioni"  ha suggerito una restrizione alle situazioni in cui vengono utilizzati oggetti non umani,in cui un effettivo dolore o umiliazione vengono inflitti a sè o al proprio partner e quelle in cui vengono coinvolti adulti non consenzienti o bambini. Esiste un continuum di gravità tra fantasia e azione e pertanto si distinguono le forme "tenui" in cui i soggetti sono turbati dalle loro fantasie parafiliache ma non le mettono in atto, quelle "moderate" in cui c'è la spinta all'azione ma soltanto occasionalmente e poi le forme "gravi" in cui i soggetti mettono ripetutamente in atto le loro spinte parafiliache.Le Parafilie  nel DSM IV vengono diagnosticate come tali quando durano da almeno 6 mesi e creano disagio e compromissione clinicamente significativa nell'area sociale e lavorativa.


ESIBIZIONISMO E VOYEURISMO

L'ESIBIZIONISTA espone pubblicamente i propri genitali a donne e bambine sconosciute,alle volte si masturba, ma normalmente non ci sono tentativi di mettere in atto ulteriori attività sessuali con l'estraneo;IL VOYEURISTA viola la privacy di una donna sconosciuta.

SADISMO E MASOCHISMO

Nel SADISMO per raggiungere la gratificazione sessuale i soggetti hanno bisogno di fantasie o azioni sadiche; nel MASOCHISMO al contrario la gratificazione sessuale si ha soltanto quando si viene umiliati con diverse modalità dal partner.

FROTTEURISMO

I soggetti che hanno questa parafilia toccano o strofinano i propri genitali contro le parti intime di una persona non consenziente. Il comportamento di solito viene messo in atto in posti affollati dove è più facile mimetizzarsi e sottrarsi ad eventuali provvedimenti giudiziari.

FETICISMO

I FETICISTI per raggiungere l'eccitamento sessuale hanno bisogno di usare oggetti inanimati spesso una scarpa o indumenti intimi femminili.

PEDOFILIA

IL PEDOFILO  è colui che per gratificare i suoi desideri sessuali coinvolge bambini, con ovvie conseguenze sia sul piano etico sia su quello prettamente medico e psicologico.I bambini vittime dei pedofili verranno pluritraumatizzati da esperienze di questo tipo e gli effetti potranno essere ancora evidenti a distanza di anni. I soggetti con parafilie difficilmente cercano un trattamento psicologico,la maggior parte vengono in terapia perchè costretti dai familiari oppure perchè hanno una causa giudiziaria pendente; la motivazione personale alla terapia è il primo passo per potere effettuare in percorso di cura; spesso alla base dei disturbi ci sono storie individuali difficili e un tentativo di dare una soluzione erotica ai problemi.

 

 

 

 

 

 

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA'

Essere genitori è sempre stato un compito arduo ma nella società odierna così iperstimolante per alcuni versi e confusiva per altri diventa sempre più difficile.In ogni fase del ciclo vitale dalla  primissima infanzia e via via nelle altre fasi di vita tutti i genitori sono consapevoli di quanto possa essere complicato ricoprire questo ruolo. L'adulto non è il detentore della legge,non è tenuto ad incarnare un modello di perfezione,può non sapere quale sia il senso ultimo del mondo ma sa mostrare con il solo fatto di esserci che è possibile dare un senso al giusto e all'ingiusto,offrire ai figli uno spazio di riconoscimento dove possono essere rispettati e nello stesso tempo orientati nella comprensione del mondo per non esserne sopraffatti. Le ricerche più recenti mostrano che la funzione genitoriale è oggi sottoposta a pressioni molto forti; regna soprattutto la confusione su come educare i propri figli perchè confusa e talora piena di contraddizioni è la società attuale così individualista e con istituzioni che non incarnano come dovrebbero valori di giustizia ed equità. I genitori chiedono aiuto proprio per trovare una modalità equilibrata di ricoprire il loro ruolo senza lasciarsi schiacciare dal peso della responsabilità o dal senso di inadeguatezza. Negli anni dell'adolescenza i ragazzi sembrano spesso non trovare una loro dimensione esistenziale, la cercano fuori nei modelli sociali più in voga e pertanto i genitori non trovano un modo costruttivo di comunicare senza correre il rischio di essere considerati invadenti.Oggi la figura del padre autoritario o padre padrone è superata,le madri il più delle volte ricoprono altri ruoli al di fuori della famiglia e quindi essere per i figli una "giusta presenza" è diventato il problema principale.Essere genitori consapevoli del proprio ruolo,figure di riferimento nella vita dei figli può dare a questi ultimi quella base di sicurezza che li aiuterà a formare nel tempo un proprio modello di mondo e un progetto di vita personale. 

 

                                                        

 CRISI E PROBLEMATICHE DI COPPIA    SOSTEGNO NELLA SEPARAZIONE E NEL DIVORZIO

 

SOSTEGNO ALLA COPPIA    

Una relazione di coppia appagante soddisfa il bisogno umano fondamentale di intimità interpersonale e dona ai suoi membri quella sicurezza emotiva che permette di affrontare meglio le sfide della vita. Potere contare su una relazione nella quale sussiste vicinanza,fiducia e intimità è sempre stato un obiettivo e un desiderio per la maggior parte delle persone. Nella società attuale, legarsi ed essere intimi è difficile, perchè difficile è fidarsi,come se le ferite emotive subite,le delusioni, frenassero la naturale tendenza a raggiungere l'altro.Nelle relazioni di coppia che funzionano i partners esprimono i loro bisogni fondamentali e si fidano del senso di appartenenza che percepiscono,si sentono sostenuti,ascoltati e "visti" nella loro unicità vera e profonda; i problemi nascono e si alimentano quando uno dei due partner o tutti e due non sentono più questo senso di appartenenza che si traduce concretamente in una comunicazione alterata,dove ognuno tiene per se i bisogni più profondi che si percepiscono non ascoltati e rimanda all'altro soltanto vissuti di delusione e frustrazione attraverso discussioni interminabili,reciproche accuse e rimproveri,problemi alle volte pretestuosi. Ognuno porta con se nella coppia abitudini e schemi di comportamento appresi nel corso dell'infanzia e anche in età successive, appresi nell'interazione con i genitori o altre figure significative e che come programmi inconsci continuano ad agire.Il sostegno psicologico ad una coppia in difficoltà potrà aiutare a fare luce su tutte le dinamiche che hanno portato alla rottura dell'equilibrio e renderà consapevoli i due partners di quali siano i bisogni sottostanti disattesi o frustrati per potere arrivare a sbloccare il potenziale che in origine li aveva attratti l'uno verso l'altro

SOSTEGNO NELLA SEPARAZIONE E NEL DIVORZIO

I rapporti di coppia alle volte si logorano e non ci sono più alternative diverse dalla separazione e dal divorzio quando i partners sono legati da un contratto di matrimonio.Recentemente è stato approvato un provvedimento di legge che riduce sensibilmente i tempi della separazione necessari per ottenere il divorzio.Saranno sufficienti sei mesi (non tre anni come in precedenza) nelle separazioni consensuali ed un anno quando si ricorre ad un giudice cioè nelle separazioni giudiziali.Il sostegno psicologico ad una coppia che sta per separarsi spesso è necessario perchè la rottura di una relazione costituisce l'alterazione di un equilibrio preesistente che prelude ad un grande cambiamento di vita. Alcune persone subiscono un vero e proprio terremoto emotivo che potrà fare riaffiorare antiche angosce abbandoniche,complessi di inadeguatezza ed emozioni negative incontrollabili come una grande rabbia verso il partner che ha preso l'iniziativa della rottura del legame fino ad arrivare ad atti di violenza.Farsi sostenere durante una separazione aiuta a rimettere a posto il puzzle della propria vita dopo una fisiologica  elaborazione della perdita e prevenire situazioni spiacevoli di manipolazione, ostilità e strumentalizzazione dei figli.

 LE FASI  DI ELABORAZIONE DELLA PERDITA DOPO UNA SEPARAZIONE 


Il medico psichiatra Kubler Ross ha individuato cinque fasi che vengono attraversate quando si subisce la perdita di una persona significativa che per essere superate necessitano di tempi individuali che variano in base alle diverse tipologie di persone.

NEGAZIONE   

Si rifiuta l'accettazione del dato di realtà,la perdita del partner e di tutto ciò che si era costruito insieme;è come un tentativo di proteggersi dalla verità innescando il meccanismo della negazione.

RABBIA

Dopo il superamento della fase precedente ed essersi resi conto che la perdita costituisce la realtà la reazione è quella di una intensa rabbia e risentimento verso il partner,verso il mondo e il proprio destino che si avverte come profondamente ingiusto.Comprendere e dare un nome a queste emozioni è fondamentale per il loro superamento.

PATTEGGIAMENTO

In questa fase emerge il bisogno di venire a patti con il proprio destino,si cerca di trovare una modalità per riconoscere e riparare i propri errori assumendosi la responsabilità di ciò che si è fatto o non si è fatto per arrivare alla rottura.

DEPRESSIONE 

Questo è il momento in cui non è più possibile negare l'evidenza,il dolore è reale ed è talmente forte da fare emergere uno stato depressivo in cui prevalgono sentimenti di insicurezza e fragilità con la sensazione di non potere continuare la propria vita da soli senza l'altro.Alcune persone possono reagire adottando comportamenti compulsivi come ubriacarsi ripetutamente,mangiare in maniera eccessiva o sregolata,abbandonarsi all'apatia.

ACCETTAZIONE 

Questa è la fase della elaborazione della perdita, non più accompagnata da ribellione e rabbia ma accettazione del cambiamento oramai inevitabile.Il dolore può essere ancora presente ma se le altre fasi sono state superate questo è il momento in cui si può iniziare a ridefinire la propria vita e farle assumere un nuovo significato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domande Frequenti 


 


 


 

 

 

 

  

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