GIOCO D'AZZARDO (LUDOPATIA)  SHOPPING COMPULSIVO  DIPENDENZE TECNOLOGICHE

La Dipendenza patologica (Addiction) è una forma morbosa che determina una distorsione nell'uso di un oggetto,un comportamento o una sostanza,con la conseguenza che si istaura un meccanismo compulsivo e coatto che rende il soggetto schiavo del bisogno di ripetere senza controllo una determinata esperienza. Le Dipendenze possono essere quelle tradizionali (gioco d'azzardo, shopping compulsivo, dipendenza da sostanze) e quelle che oggi sono esponenzialmente aumentate con il progresso della tecnologia (dipendenza da internet e videogiochi). Tutte le dipendenze attivano alcuni meccanismi cerebrali che stimolano la gratificazione; in particolare viene incentivata la produzione di dopamina che è un neurotrasmettitore molto importante nella regolazione del rinforzo e della gratificazione indotte da stimoli fisiologici, da sostanze d'abuso e in generale da stimoli piacevoli.Oltre alla dopamina i neuroni cerebrali modulano il contemporaneo rilascio di altri neurotrasmettitori tra cui le endorfine chiamate anche "oppioidi endogeni" e l'acetilcolina. Il denominatore comune di tutte le dipendenze è la ricerca della gratificazione o di comportamenti che possano stimolare una maggiore efficienza e  l'evitamento del disagio o del dolore in tutte le sue varianti. Gli studi effettuati escludono che si possa parlare soltanto di una ricerca del piacere, si crea un'esperienza dissociativa transitoria che permette al soggetto di sottrarsi temporaneamente alla realtà quando questa è causa di tensioni e angosce che non possono essere elaborate con le risorse interne. E' importante sapere che non tutte le dipendenze portano a fenomeni di Addiction,esiste un continuum  che definisce alcuni comportamenti abituali ma non tali da diventare vere e proprie Dipendenze patologiche.

LUDOPATIA (GIOCO D'AZZARDO)  

Si possono individuare tre dimensioni quando parliamo di Gioco d'azzardo o ludopatia: La dimensione patologica, quella problematica e quella sociale. Il DSM IV definisce il gioco d'azzardo patologico(GAP) un "comportamento persistente, ricorrente e maladattivo tale da compromettere le attività personali,familiari e lavorative." Il gioco appartiene alla dimensione ludica dell'uomo,rappresenta uno svago,una piacevole evasione dai problemi quotidiani e come dice Eugene Fink rassomiglia ad un'oasi di gioia; giocando siamo liberati dall'ingranaggio della vita e seppure temporaneamente viviamo una realtà parallela dove la vita appare più leggera e più felice. Nella Ludopatia però viene a perdersi proprio la dimensione giocosa  perchè i giocatori patologici perdono il controllo e pur essendo consapevoli della catena di perdite a cui sono inevitabilmente sottoposti non riescono a sottrarsi all'impulso di giocare,distruggendo o danneggiando le loro relazioni familiari e lavorative. I giocatori problematici  sono quelli che pur non controllando pienamente il loro impulso a giocare non sono giunti ad una fase di totale dipendenza dal gioco ma ovviamente sono a rischio di diventare giocatori patologici. I giocatori non problematici appartengono alla categoria di quelli che giocano soltanto per divertirsi o per rilassarsi e sono in grado di smettere in qualunque momento. Esiste una correlazione tra gioco d'azzardo e altre problematiche psicologiche: Disturbi dell'Umore,Dipendenza da sostanze,Disturbi di personalità. Dagli studi effettuati si è visto che le donne tendono a giocare per fuggire da situazioni  spiacevoli (giocatori per fuga) mentre gli uomini per l'eccitazione provocata dal gioco.La febbre del gioco ha sempre come componente fondamentale il tentativo di estraniarsi dalla realtà e segnala il senso di impotenza che alcuni individui provano nella gestione dei propri vissuti. Il trattamento prevederà un rinforzo delle capacità assertive e dell'autostima, che porteranno nel tempo ad una maggiore consapevolezza delle proprie risorse,restituendo al gioco quella sua qualità essenziale di attività ludica e ricreativa capace di fornire una piacevole pausa dalle incombenze quotidiane.

SHOPPING COMPULSIVO

Lo Shopping compulsivo è caratterizzato dal perpetuarsi di un comportamento guidato da un potente e persistente impulso a comprare qualcosa non perchè se ne abbia davvero bisogno ma per soddisfare un desiderio forte e irresistibile. La perdita di controllo derivante dalla spinta ad acquistare più di quanto sia necessario o ci si possa permettere è spesso seguita da disillusione,depressione e senso di colpa. Le donne risultano essere la categoria più a rischio nel diventare shopping dipendenti. La comprensione della gravità del disagio avviene soltanto quando l'indebitamento è diventato difficile da fronteggiare o per il disagio psicologico che ne consegue. Il tratto che più degli altri sembra collegato allo shopping compulsivo è la propensione a fantasticare: la persona può immaginare che attraverso il nuovo acquisto possa diventare migliore, soprattutto più apprezzata e valorizzata rispetto agli altri. La fantasia di successo personale e approvazione associate ai nuovi acquisti permette di evitare sentimenti dolorosi di disagio psicologico, e inoltre l'esperienza dello shopping è di norma momentaneamente associata a sensazioni di eccitazione,di piacere e di rilassamento. Alla base dello shopping compulsivo così come in tutte le dipendenze si riscontra un sè fragile,un senso di disvalore che fa si che l'individuo cerchi all'esterno una soluzione che da solo non riesce a trovare. Nel trattamento psicologico da un lato si faranno emergere i bisogni emotivi sottostanti al comportamento compivo  e contemporaneamente si lavorerà per restituire al soggetto un maggiore senso di auto efficacia con il potenziamento delle risorse interiori.  

DIPENDENZE TECNOLOGICHE


Oggi la nostra società è sempre più tecnodipendente;quasi tutti usano le apparecchiature tecnologiche ed è chiaro che ciò ha creato una rottura e una discontinuità con l'evoluzione tecnica precedente.Le dipendenze da internet,in particolare,rappresentano un'area emergente.Il mondo virtuale per molti diventa la via d'accesso a mondi sensoriali appaganti e gratificanti che in alcuni casi diventano vere e proprie dipendenze quando,scoperte le potenzialità della rete si viene catturati in maniera totale fino a sacrificare le ore di sonno notturno e anche impegni e relazioni significative.Questi comportamenti possono avere durata transitoria e risolversi da soli e pertanto non assumere una valenza clinica. Nella cyberdipendenza si intravede la trasformazione della mente collettiva dove sempre di più ciò che conta è la rappresentazione della realtà e non la realtà  e questo accade perchè i mondi virtuali permettono l'accesso ad universi ricchi e vari dove la fantasia e l'immaginazione risultano più libere. I problemi  quotidiani ed eventuali disagi e frustrazioni della vita reale si annullano momentaneamente.                                                             

In Giappone è diventata una piaga sociale la sindrome di Hikikomori diffusa soprattutto tra gli adolescenti che si estraneano progressivamente dalla vita sociale e si autorecludono nella loro stanza immergendosi totalmente nelle realtà virtuali della rete. I ragazzi che rientrano nelle caratteristiche della sindrome di Hikikomori dormono di giorno  e sono svegli la notte,si ritirano dalla scuola e poi da ogni contatto sociale; nella realtà virtuale dei loro videogiochi e in generale nella rete non devono affrontare confronti diretti o giudizi          da  parte dei compagni, viene meno l'insicurezza che affligge molti adolescenti.Oggi la sindrome di Hikikomori si sta diffondendo anche fuori dal Giappone e anche in Italia sono tanti gli adolescenti che rientrano sempre di più nelle caratteristiche di queste nuove dipendenze. Le cause spesso sono da individuare nel senso di solitudine,nella scarsa attenzione ai loro problemi da parte delle figure significative troppo impegnate con le loro attività e che diventano consapevoli dei problemi dei figli quando l'evidenza delle conseguenze è lampante. Un intervento psicologico mirato può essere la strada più appropriata  per risolvere la dipendenza e l'uso indiscriminato della rete.

 

 

      

 

Domande Frequenti 


 


 


 

 

 

 

  

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